Agnocasto

 

L’agnocasto (Vitexangnus-castus) è un arbusto diffuso nelle zone umide del mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Verbenacee ed al genere Vitex. Viene impiegato in erboristeria per problematiche legate al ciclo mestruale, come dismenorrea spasmotica e sindrome premestruale, inoltre incrementa la produzione di latte materno. I suoi principi funzionali vitexina, isovitexina e agnuside (glicosidi iridoidi) sembrano agire sull’ipofisi, stimolando la produzione di ormoni progestinici come LH e riducendo la secrezione di prolattina ed FSH. I benefici terapeutici dell’agnocasto sono stati sfruttati sin dall’antichità. Sappiamo, attraverso i testi antichi che Dioscoride, medico greco, estraeva i semi dalla bacca di agnocasto e se ne serviva per fabbricare un rimedio destinato a placare il desiderio sessuale. Lo si utilizzava, pare, in un’ottica analoga durante il Medioevo, quando i monaci votati alla castità ne consumavano le bacche. È a quest’epoca che risalirebbe il nome vernacolare di “pepe del monaco” con cui a volte viene chiamato l’agnocasto. L’effetto calmante delle bacche sulla libido non è stato dimostrato da studi scientifici. L’agnocasto cade poi, per qualche tempo, nel dimenticatoio, prima di tornare protagonista tra le medicine alternative nel 1943. A quell’epoca, un laboratorio tedesco inizia a estrare dall’agnocasto una delle sue principali sostanze, l’agnuside. Nel 1950, in Francia si utilizzano estratti di Vitex castus per curare i dolori al seno di origine ormonale. L’agnocasto ha oggi un valore sicuro tra le piante impiegate in fitoterapia nei disturbi del ciclo mestruale e della menopausa.