Biancospino

 

Solitamente viene chiamata biancospino la pianta di crataegus monogyna, una specie molto diffusa in Europa. Essa presenta fogliame di colore verde scuro, lucido, con forma lobata. I fiori sono piccoli e sbocciano all’inizio della primavera, riuniti in corimbi, ovvero in piccoli mazzetti. Ai fiori seguono piccoli frutti, dei pomi commestibili, anche se il sapore è talvolta leggermente acidulo. Essi sono tipicamente di colore rosso vivo ma esistono specie a frutti gialli, verdi, o porpora. Il crataegus azarolus ha frutti leggermente più grandi rispetto alle altre specie e appartiene al gruppo dei frutti antichi e dimenticati: gli azzeruoli venivano un tempo coltivati come fonte di frutta a buon mercato e con le minuscole mele si preparavano salse, composte e marmellate. Gli arbusti non divengono molto ampi (nella maggior parte dei casi non superano i 3-5 metri di altezza) ed in genere si utilizzano in giardino come esemplari singoli, ma è frequente vedere dei biancospini posizionati a formare siepi, nonostante il portamento eretto e compatto. Il crataegus monogyna è appartenente alla famiglia delle Rosaceae ed al genere Crataegus. In ambito medicinale il biancospino è usato come ricostituente, antidiarroico, ipotensivo e cardiotonico. I principi attivi contenuti nella pianta sono flavonoidi (tra cui l'iperoside e la vitexina), composti triterpenici, ammine e steroli, tannino e derivati purinici. Ha un'azione coronarodilatatrice, inotropa positiva, sedativa sul sistema nervoso centrale, diminuisce il consumo di ossigeno da parte del muscolo cardiaco e la frequenza cardiaca, modula la concentrazione intracellulare di calcio e dilata i vasi sanguigni addominali. È indicato nei casi di angina pectoris, nevrosi cardiache, stati di ipereccitabilità con aritmie e nell'ipertensione arteriosa. È utilizzato anche come ansiolitico e nel trattamento dei casi di insonnia.